Erich Abram

Nato a Vipiteno nel 1922, nutre la grande passione per la montagna e le scalate divenendo un forte e bravo scalatore di V° e VI° grado. Compie imprese classiche su tutte le Dolomiti e sul monte Bianco aprendo vie nuove e dirette come lo spigolo Abram sul Pizzo Ciavazes nel Gruppo del Sella. Fa una guerra molto lunga sul fronte russo, tornando a casa solo nel 1947. Si specializza in sistemi e tecniche refrigeranti e questo, oltre alla bravura di scalatore, gli vale la chiamata a far parte del gruppo organizzato da Ardito Desio in partenza per la conquista del K2 nel 1954.
Nell’impresa ha la responsabilità degli apparati di ossigeno e collabora generosamente per la conquista finale portando con Bonatti le bombole sino al campo ad 8.000 metri per Compagnoni e Lacedelli che arriveranno alla cima suggellando l’impresa italiana.
Al rientro continua nelle sue scalate coltivando l’altra sua grande passione: il volo.
Infatti, nel 1958 consegue il brevetto di pilota d’aereo e, quindi, quello di elicottero. Il primo lo consegue in Svizzera con un Istruttore d’eccezione: Hermann Geiger il padre del volo in montagna. Inizia così l’attività di soccorso in montagna che allora si faceva con il Piper PA 18 munito di sci. Nel 1965 insieme a Corrado Gex con due Piper PA18 muniti di sci atterra sul ghiacciaio delle Lobbie, sull’Adamello, a 3.100 metri.
A Trento è istruttore di volo in Montagna insieme a Giuseppe “Beppino” Dellai. Raggiunti i limiti di età per l’attività di Istruttore ha continuato a volare per molti altri anni mantenendo innata la sua forte simpatia e personalità e forte l’amore per la montagna.
Viene nominato Socio Onorario in occasione della Assemblea per la riforma dello Statuto in data 11 dicembre 2004 a Pescantina (VR) con la seguente motivazione: “Un uomo generoso che ha sempre amato la montagna e gli spazi liberi. Prima come alpinista sempre impegnato su strapiombi da vertigine e poi come pilota portando nedlla nostra Scuola le tecniche apprese direttamente dall’iniziatore Geiger. Istruttore completo che ha sempre insegnato il rispetto per la montagna tramandando la vera essenza del pilota di montagna.”.